Zovencedo è un paese di origine medioevale adagiato su dolci colline nel cuore dei Berici, tra altipiani e dossi, valloni e doline, scaranti e fontane.
Nelle giornate luminose dalle sue sommità lo sguardo può spaziare sulle cime delle Dolomiti, sul monte Cimone, fino agli Apennini. Il territorio è ricco di boschi di carpini, roveri, castagni ed è intersecato da numerosi sentieri nei quali si possono vedere le vecchie “masiere” di sasso dove con fatica si coltivavano nei terrazzamenti gli orti e le vigne.
A Zovencedo capoluogo c’è un antico castello Medioevale citato in un diploma imperiale rilasciato alla chiesa Vicentina nel 1158 da Federico Barbarossa; passò poi ai conti Maltraversi e infine agli Ezzelini nel 1316. Al suo interno c’era anche la “Casa del Comune”. Ora sopravvivono una antica torre ed alcune adiacenze adibite ad abitazioni dal proprietario.
Dalla valle del Calto nasce un ramo della Liona; scorre proprio vicino ad un antico borgo Medioevale ancora ben conservato.
Dalla fontana delle Fate, che nasconde nelle viscere un percorso speleologico favoloso, nasce un ramo della Liona che attraversa la selvaggia Valle del Gazzo, dove si trovano quasi tutte le cave di Pietra tenera, e in località “Acque” di Grancona si unisce al ramo proveniente dalla valle di Calto dando inizio al torrente Liona. Sparse qua e là nel territorio rimangono ancora, per fortuna, parecchie contrade o “corti” antiche che danno il senso del buon gusto nel costruire dei nostri avi. Spesso hanno la loro fontana con l avatoio ed è un piacere scoprirle paeseggiando.
La parrocchia di San Nicola a Zovencedo risale all’’anno 1000 e dal 12° secolo era stata resa autonoma da Barbarano.
Sembra anche che dagli archivi di Vienna risultasse che fino al 1300 il vescovo di Trento inviasse sacerdoti di lingua tedesca e celebrasse la messa.
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